LAVI S21i, il clone cinese dei nuovi iMac

Sul mercato asiatico ha fatto la sua comparsa il LAVI S21i, un clone cinese del nuovo modello di iMac che verrà commercializzato tra novembre e dicembre.

di Martina 26 Novembre 2012 14:01

Da giorni si vociferava che il nuovo modello di iMac, quello presentato da Apple unitamente all’iPad mini e che ha fatto subito parlare di sé per il suo spessore estremamente ridotto, sarebbe potuto arrivare con un po’ di ritardo sul mercato.

Cupertino ha poi provveduto a smentire la cosa facendo sapere che i nuovi computer saranno immessi sul mercato tra novembre e dicembre dell’anno corrente.

Per il momento, comunque, i nuovi iMac non sono ancora disponibili ma in Asia c’è già qualcuno che ha provveduto a far fronte agli eventuali ritardi con il LAVI S21i, il clone cinese del nuovo iMac.

Il computer è da poco in vendita in Asia al prezzo di 3.350 yuan, circa 420 euro.

Per quanto concerne il design il computer clone è “identico” al nuovo iMac eccezion fatta per lo spessore che risulta maggiore di 4 mm rispetto all’originale.

Le specifiche tecniche, invece, sono ovviamente del tutto differenti dai nuovi iMac di Apple.

Il LAVI S21i, infatti, è dotato di uno schermo da 21,5 pollici con risoluzione 1920×1080, di 4 GB di RAM, di un processore Intel Core i3 da 3,3 Ghz, di un disco fisso da 500 GB, di una webcam HD, di connettività Wi-Fi, di 4 porte USB 2.0, di prese VGA ed Ethernet e, eventualmente, è anche possibile sfruttare una memoria SSD da 128 GB come alternativa.

Per quanto concerne il sistema operativo impiegato il LAVI S21i non è basato, ovvimente, su OS X bensì su Windows 8 o, in alternativa, su Windows 7.

Questa, comunque, non è la prima volta che un clone di un computer o, in linea ben più generale, di un device molto ricercato fa la sua comparsa sul mercato asiatico.

Mesi fa, ad esempio, prima ancora che Surface RT, il tablet di casa Microsoft, fosse presentato e venisse immesso sul mercato furono avvistati manifesti pubblicitari di un presunto Windows Pad, il clone cinese, appunto, della “tavoletta” della redmondiana.

Commenti