Attacco hacker al Tribunale di Milano e a alla Polizia Penitenziaria

Al posto della home page messa un'immagine della maschera di «V for Vendetta», usata da Anonymous.

di Ilaria Fedele 19 Febbraio 2013 10:17

Hanno attaccato anche il sito ufficiale del Tribunale di Milano. Il sito www.tribunale.milano.it è stato oscurato, dalle 2 di notte fino alle 17.30 circa di sabato, con un’immagine della maschera di «V per Vendetta», solitamente usata dagli hacker di Anonymous, con i colori della bandiera italiana. Sotto l’immagine appariva un messaggio intitolato

Preparatevi ha inizio l’apocalisse!

firmato «LndTm 2013».In esso i pirati informatici si definiscono

i giovani del popolo italiano» che «lavorano e sono stufi di essere presi per il culo, derubati, maltrattati da quei delinquenti che ci governano e da tutte le lobby che li supportano». «Da adesso pagheranno per tutto quello che hanno fatto

La minaccia degli hacker che inneggiava ad una «rivoluzione digitale» è stata subito oscurata dalla polizia postale. Oggi è tutto a posto, il sito del tribunale di Milano si apre normalmente.
Ed è un attacco di tipo Sqli (Sql injection). Si potrebbe trattare dunque di un nuovo gruppo diverso da quello che ha hanno attaccato il sito della polizia lo scorso ottobre.

L’attacco è stato definito come una gravissima azione dalla presidente del Tribunale di Milano, Livia Pomodoro, e potrebbe sembrare una minaccia in generale alla magistratura. L’attacco avrebbe interessato solo una parte del sito e sono state attivate immediatamente tutte le procedure di sicurezza a livello centrale. Infatti la polizia postale è intervenuta eliminando l’immagine degli hacker che, in ogni caso, non hanno avuto accesso a dati riservati essendo un sito aperto al pubblico e non di carattere interno. Anche l’Amministrazione Penitenziaria ha subito un analogo attacco hacker di Anonymous il cui portale presentava al posto della home page stesso messaggio visibile sul sito del Tribunale di Milano. Anche da questo sito no si accede a dati sensibili o banche dati e non c’è un’area riservata che consenta un accesso privilegiato a informazioni «criptate». Il portale contiene più che altro notizie relative alle normative del mondo delle carceri.

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