Anonymous, confermato l’attacco alla Federal Reserve

Anonymous torna all'attacco e nel mirino cade la Federal Reserve, ecco cosa è realmente accaduto ed il motivo dell'attacco.

di Daniele Perotti 8 Febbraio 2013 20:51

E’ ufficiale, Anonymous è riuscito a violare i sistemi di sicurezza della Federal Reserve.

Si tratta del primo attacco hacker portato a termine dal gruppo di hacktivisti ai danni della banca centrale americana ma, questa volta non è stato il classico attacco a cui tutti siamo stati abituati in passato, infatti gli attivisti facenti parte del gruppo Anonymous, sfruttando una temporanea vulnerabilità del sito, sono riusciti ad accedere all’intero database interno dell’istituto bancario ed ottenere una mole di dati riservati inimmaginabile. Secondo quanto trapelato gli hacktivisti sarebbero riusciti a mettere le mani su informazioni private e personali di oltre 4.000 dirigenti.

Come potete facilmente immaginare si tratta di un attacco diretto e particolarmente duro all’istituzione statunitense.

La Federal Reserve, che nelle scorse ha confermato l’attacco ha annunciato anche la diffusione di alcuni dati personali dei suoi dirigenti.  Ovviamente la banca centrale statunitense non ha certamente perso tempo e, a pochi minuti dall’attacco, ha immediatamente colmato la falla. La Federal Reserve ha anche tenuto a precisare che l’attacco di Anonymous non ha minimamente intaccato il normale svolgimento di tutte le attività che svolge la banca centrale. Secondo quanto dichiarato da un portavoce della Federal Reserve, Anonymous sarebbe riuscito a violare i parametri di sicurezza che proteggevano i dati sensibili dei dirigenti riuscendo così ad impossessarsi di numeri di telefono, email ed indirizzi dei dirigenti senza però riuscire a violare le password di sicurezza degli amministratori.

Come solito, la rivendicazione dell’attacco non ha tardato molto ad arrivare, infatti a pochi minuti dall’attacco è apparso su Twitter la rivendicazione dell’operazione “Last Resort” una vera e propria rappresaglia di Anonymous contro il suicidio di Aaron Swartz, l’informatico che si è suicidato dopo essere stato accusato di aver sottratto informazioni al MIT illegalmente.

Non rimane che attendere per scoprire se si tratta solamente del primo di una lunga serie di attacchi oppure se si sia trattato solamente di un caso isolato.

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