La classifica delle cose più fastidiose di Facebook

Inviti ad eventi o notifiche dei giochi non sono gli unici fastidi: ecco una lista delle cose ritenute più noiose dall'utente medio.

di Flavio Li Volsi 17 agosto 2012 21:21

Navigando su Facebook si può incorrere in immagini simpatiche, status condivisibili o ancora contenuti interessanti. Tuttavia, alzi la mano chi non ha vissuto quei momenti in cui l’esperienza social ha fatto venir voglia di chiudere il browser e mettersi a fare qualcos’altro. Molte persone, infatti, hanno dei tipi di post o dei comportamenti che non vanno loro a genio.

Spesso si conclude tutto con una rimozione dagli amici o solo nascondendo i post dell’utente dallo stream principale. Altre volte, invece, per un evento accaduto sul social network in blu, succede anche di peggio: una donna indiana ha chiesto, infatti, il divorzio al marito perché questo si è rifiutato di impostare lo status sentimentale su Facebook che lo vedeva sposato con lei. C’è chi invece, purtroppo, è arrivato a suicidarsi per le troppe critiche ricevute sul social network, come la modella Claudia Boerner. Ancora, il padre di una ragazza è stato accusato di aver ucciso una coppia colpevole di averla rimossa dagli amici.

Nella speranza che le reazioni dei lettori siano di gran lunga più tranquille, andiamo ad elencare i comportamenti, contenuti o tipi di utenti generalmente più fastidiosi o noiosi su Facebook.

10) Vaguebooking

In lingua anglosassone viene definita “vaguebooking” l’arte prettamente facebookiana di scrivere status il cui significato è conosciuto solamente dall’autore del post. Fanno capo a questa tipologia di status frasi come “se solo fosse possibile…”, “ma è mai possibile?” o ancora “non ho parole”. Nessuno ne capirà mai il senso ed il motivo, ma non sembra essere importante.

9) Il social PR

Puoi essere di Roma, di Milano, di Napoli, di Palermo, di Londra, di New York o di Timbuktu: poco conta, non c’è via di scampo. Lui ti inviterà a tutti gli eventi possibili, costringendoti a bloccare i suoi inviti o a toglierlo dagli amici, in caso inizi a taggarti nelle foto dei suoi flyer.

8) Il twittatore confuso

No, non si parla di chi ha collegato l’account Twitter a Facebook e quindi ha i propri tweet automaticamente pubblicati sulla bacheca di Facebook, ma di chi usa consapevolmente gli hashtag sul social network in blu. Sarà la moda, ma l’utilità è davvero dubbia.

7) Il profilo di coppia

Pare che i partner in questione non abbiano motivo di avere un proprio profilo personale. Probabilmente mangiano dalla stessa bocca, si siedono sullo stesso gabinetto simultaneamente, hanno gli stessi segreti e gli stessi amici. La peculiarità di questo tipo di profilo è il divertimento nel momento in cui si apre la chat con l’intenzione di parlare con uno dei due senza sapere con chi si interagirà.

6) Il bavoso

Trattasi di un uomo probabilmente in astinenza da tempo, generalmente con un vocabolario limitato a sei-sette parole definite da lui complimenti. È sua abitudine cacciare la ragazza provocante di turno ed esternare volgarmente le proprie avances. Non meno diffusa è la variante femminile degli individui in questione, spesso anche più esplicita.

5) La checca isterica

Per questa specie, ogni cambiamento apportato dagli sviluppatori di Facebook è motivo di lamentela. “La chat fa schifo”, “preferivo la vecchia grafica”, “la mia privacy non è abbastanza protetta” e via dicendo. Ma la più ricorrente, almeno negli ultimi tempi, è la lamentela sul diario: nonostante la differenza più significativa sia la divisione in due colonne dei post, molte persone sembrano stroncare il diario senza fornire un reale motivo. A mancare maggiormente sono le critiche costruttive, che potrebbero essere inviate direttamente agli sviluppatori: è infatti possibile contattare Facebook per esporre critiche, lamentele o anche per inviare il proprio curriculum in veste di programmatori. Se si dà dell’incompetente a qualcuno è il minimo provare a prendere il suo posto.

4) Problemi in piazza

I messaggi privati sono più che mai opportuni nei casi in cui si debba parlare di argomenti intimi e riservati ma, qualche volta, viene usata la bacheca, causando magari imbarazzo al diretto interessato.

3) Lo spammer

Invade prevalentemente le pagine pubbliche, pubblicizzando a sua volta la propria pagina ed usando, talvolta, delle scuse per adescare nuovi fan. Tra le più gettonate la promessa di impostare alcuni nuovi utenti come amministratori, oppure la “buona causa” che vede la pagina in questione da far crescere perché rubata in precedenza.

2) Le notifiche di giochi e applicazioni

Per quante applicazioni si possano bloccare e per quante notifiche si possano disattivare, probabilmente ci sarà spesso qualcuno che perseguiterà gli amici con le notifiche delle numerose applicazioni presenti su Facebook. Chi vi chiederà un po’ di terreni per le proprie coltivazioni su Farmville, chi vi inviterà all’applicazione che vi promette di farvi vedere chi visita il vostro profilo.

1) Le catene di Sant’Antonio

Ed eccoci arrivati alla prima classificata. Nonostante l’evoluzione del web, non sembrano accennare ad estinguersi le superstizioni. Un tempo diffuse via e-mail, le catene di Sant’Antonio invadono oggi le pagine del social network di Mark Zuckerberg. Molti dei lettori, probabilmente, saranno già stati colpiti numerose volte dalle maledizioni di Corinne, nonché dell’originario fondatore di Facebook SEBTASTIK1234 ucciso da Zuckerberg in persona: il crollo in borsa sarà dovuto al cattivo karma? Rimarrà un mistero.

E voi cosa trovate più fastidioso? La vostra parola nei commenti.

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