WhatsApp, si pagherà il canone anche per iPhone

Anche gli utenti in possesso di un "melafonino" dovranno pagare la tassa annuale stabilita per la popolare app di messaggistica istantanea.

di Daniela Caruso 18 Marzo 2013 14:45

Whatsapp è una delle app più utilizzata dagli utenti per comunicare. L’applicazione è diventata così popolare, poiché cross-platform, ossia disponibile per la gran parte dei sistemi operativi mobile. Come saprete, intorno a Whatsapp sono state messe in piedi diverse diatribe, in merito al canone annuale che si dovrà pagare per continuare ad utilizzare il servizio di instant messaging offerto. Alcuni utenti si sono ribellati al pagamento dei 79 centesimi previsti come tassa annuale, altri invece si sono mostrati disposti a versare l’esigua somma per continuare ad utilizzare il popolare servizio. Le cose cambiano nuovamente, però: infatti, in un primo momento solo gli utenti Android e di altre piattaforme avrebbero dovuto pagare l’abbonamento annuale, ma dai prossimi mesi anche gli utilizzatori iOS saranno sottoposti al pagamento della mini tassa relativa a Whatsapp.

A riferirlo il CEO e co-fondatore della società Jan Koum. Se avete un melafonino e volete acquistare l’app, dovrete sborsare 0,89€ una tantum. Per i possessori di dispositivi Android e Windows Phone, invece, il download iniziale e gratuito: la tassa sarà pagata dopo 12 mesi dal primo utilizzo della stessa applicazione, pari a 0,79€. Come ha dichiarato Koum, “Non abbiamo ancora deciso una data. Ma entro quest’anno vogliamo applicare lo stesso modello a iOS”. Nell’app, come sottolineato dal CEO, non sarà introdotta pubblicità.

Si potrà pagare l’abbonamento annuale a Whatsapp su iPhone attraverso acquisti in-app, con pagamento successivo al download: in questo modo, gli utenti potranno fruire di servizi aggiuntivi. Le critiche sono fioccate, principalmente, soprattutto dagli utenti più giovani, in quanto avranno l’impellente necessità di farsi prestare una carta di credito o di acquistarne una (Paypal, Postepay e simili) per poter onorare l’abbonamento che viene loro richiesto. Probabilmente gli utenti della Mela sono più propensi a pagare anche pochi centesimi di euro per ottenere l’app che rispecchia le proprie esigenze: le critiche, in tal senso, dovrebbero essere più contenute.

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