Steve Jobs e la sua compagnia telefonica

L'ex CEO della società di Cupertino aveva già da tempo in mente di rendere la sua società indipendente dalle compagnie telefoniche a cui Apple si rivolge per vendere i suoi prodotti.

di Antonio Avagnale 17 Novembre 2011 10:41

E’ una rivelazione recente, anche se la cosa si era già avvertita nell’aria, che Steve Jobs con la sua società avesse in mente di rendersi indipendente dalle società di telefonia.

Lo ha detto John Stanton,  leggenda dell’industria wireless e capo di Trilogy Partnership, che è stato strettamente in contatto con Jobs dal 2005 al 2007. Stanton ha svelato che l’ex CEO Apple aveva in mente di sfruttare i canali non utilizzati dalle reti Wi-Fi per creare un proprio network indipendente da tutte le compagnie di telefoniche.

Il progetto, che allora era solo in fase di ideazione, non è stato del tutto abbandonato dalla big di Silicon Valley che ha, come già parlato in queste pagine, recentemente fatto richiesta di brevetto per una SIM virtuale. I vantaggi di questa tecnologia si rispecchierebbero oltre che in un aumento dello spazio disponibile sui dispositivi, che potranno così essere ancora più sottili e leggeri, anche di una nuova e mai vista indipendenza da parte della società nei confronti di chi attualmente gestisce il traffico voce e dati.

Sempre Stanton ha affermato:

“Se fossi un carrier, sarei preoccupato per il drastico cambiamento di potere che si è verificato”.

Queste parole si riferivano al potere, sempre crescente, che esercitano i produttori di smartphone come Apple o Google che influenza sempre più il mercato della telefonia con le loro scelte sul chi concedere la vendita dei loro prodotti.

Sembrerebbe un dato trascurabile ma il capo di Trilogy Partnership consiglia a queste compagnie di iniziare ad investire in tecnologia invece di concentrarsi unicamente su campagne pubblicitarie e su nuove offerte per battere la concorrenza. la motivazione sta proprio in quel vecchio progetto di Jobs che oramai non è più tanto lontano dal poter essere realizzato. Come esempio, a rafforzare la sua tesi cita la sua esperienza di quando era a capo di Voicestream, l’operatore che è diventato succevamente T-mobile; durante quel periodo fece investire capitali su una società che sviluppava software per Android ed ovviamente la scelta venne già allora premiata dal successo come probabilmente sarebbe di successo lo stesso tipo di investimento fatto oggigiorno.

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