Quanto vale Twitter?

Il valore della popolare piattaforma di microblogging sarebbe stimato per 11 miliardi di dollari.

di Daniela Caruso 4 gennaio 2013 16:32

Si vanno alimentando le speculazioni su una possibile IPO il prossimo anno e, pertanto, un analista ha dato uno sguardo alle negoziazioni sui mercati secondari, affermando che Twitter ha valore stimato per 11 miliardi di dollari. Max Wolff, analista di Greencrest, ha detto, in un’intervista a Forbes, che il valore della popolare piattaforma di microblogging è superiore all’IPO di Facebook dello scorso anno. “L’utilizzo del mercato secondario per le azioni segnano il valore d’impresa è questo è un processo molto difficile e opaco“, ha rivelato l’esperto.

Il valore del social network, stimato a 11 miliardi dollari, riflette la crescita degli utenti e gli “sforzi di monetizzazione che porteranno frutti e apriranno un buon 2013 per Twitter“, ha aggiunto Wolff. Le voci di un acquisto da parte di Apple potrebbero anche aumentare i numeri. Il mercato secondario si riferisce all’acquisto e la vendita di investimenti pre-esistenti in azienda.

Sebbene la valutazione di Twitter sia di gran lunga inferiore a quella dei 100 miliardi dollari stabilita, al tempo, per la pre-IPO di Facebook, Wolff ha concluso che la valutazione di Twitter sembra essere migliore di quella di Facebook. L’ultima stima legata alla valutazione di Twitter è stata pari a 8 milioni di dollari, nel luglio 2011. Nel dicembre 2010, la valutazione di Twitter è stata stimata a 3,7 miliardi dollari. Nonostante la crescita del business di Twitter, eMarketer prevede che i ricavi per l’azienda diminuiranno di un miliardo di dollari nel 2014.

Per chi non conoscesse il termine IPO, sappiate che è una parola inglese che significa “offerta pubblica iniziale” (Initial Public Offering, che consiste, appunto, in un’offerta al pubblico dei titoli di una società che ha intenzione di quotarsi, per la prima volta, su un mercato regolamentato. Tali offerte pubbliche iniziali sono promosse, nella maggior parte dei casi, da un’impresa al cui vertice ci sono più imprenditori, o un gruppo di azionisti, che detengono il capitale.

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