l’Europa si spacca per il controllo del Web

Verso il WCIT di Dubai.

di Ilaria Fedele 14 Novembre 2012 15:31

Il calcio d’inizio della Conferenza mondiale sulle Tlc – il Wcit12 – è in programma tra meno di un mese. Dal 3 al 14 dicembre i 193 stati membri dell’Itu si daranno appuntamento all’ombra dei grattacieli di Dubai con l’obiettivo di aggiornare i Trattati internazionali in materia di Tlc (gli ITRs).

Il gioco dovrebbe vedere coinvolte le grandi potenze, come Usa e Cina, e poi anche paesi arabi, africani, e altri. L’Europa. Tuttavia non parteciperà unita e senza cioè una posizione ufficiale da difendere e tratterà a titolo individuale. In Europa ci sono contrattazioni fra gli stati membri per arrivare ad un compromesso., ma vari fattori anno rallentato le procedure, hanno fatto emergere egoismi nazionali e differenze sui contenuti che hanno impedito di fatto la possibilità di presentare un progetto condiviso. Il Wcit di Dubai è il luogo più opportuno per presentare un progetto condiviso nel momento in cui i 193 Paesi membri dell’International Telecommunication Union (Itu) si cercherà di dare nuove le regole al web.
L’Itu è una agenzia dell’Onu fondata nel 1865, chiamata a decidere sulle nuove regole della Rete.

L’Europa potrebbe optare per un documento che si limiti a ricalcare i toni fumosi della bozza della Commissione Europea con un compromesso al ribasso che sarebbe sottoscritto da tutti gli stati membri, ma non li vincolerebbe. Epilogo molto amaro per l’Unione europea, che mancherebbe l’ennesima occasione di mostrarsi unita al cospetto delle sue controparti internazionali.
Le nuove regole per il web mettono sul piatto anche la libertà di espressione nel mondo. Le nuove leggi che regolano la Rete e i diritti d’autore sono attualmente bloccate negli Stati Uniti, ma la censura è realtà quotidiana in Cina e in altri Paesi totalitari, come la Siria e l’Iran.

I regimi illiberali di mezzo mondo, vorrebbe trascinare Internet dentro l’orizzonte d’applicazione degli ITRs, assegnando all’Itu nuovi poteri. Le proposte di questo gruppo prefigurano una trasformazione della governance della Rete che, verrebbe per la prima volta ricondotto, e parzialmente centralizzato, sotto un regime regolamentare internazionale La mossa equivarrebbe a servire sul piatto d’argento a molti paesi un pretesto per rafforzare censura e controllo sul web con il benestare dell’Onu.

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