La Cina vieta l’accesso a Google

Google è stato completamente bloccato in tutto il Paese per il Congresso del Partito Comunista.

di Ilaria Fedele 14 Novembre 2012 15:14

Il Governo cinese ha fatto una mossa senza precedenti, anche se era nell’aria. Secondo molti analisti era da aspettarselo che ci sarebbero state censure sul web durante il Congresso nazionale del Partito Comunista che è ancora in corso e che rappresenta un passaggio fondamentale per il Paese.
Ma non si pensava che fossero di tale gravità: l’accesso a Google è stato bloccato compresi Gmail, Google Maps, Google Docs, Google Analytics, Google Drive e quella che è essere l’intera piattaforma dell’azienda americana. In tutta la Cina Google non funziona più. Non è naturalmente la prima volta che la Cina blocca Google o i suoi servizi, ma questa è prima volta in cui tutta la piattaforma di Mountain View è stata messa sotto censura dal governo cinese.

Il provvedimento arriva in concomitanza con lo svolgimento del diciottesimo congresso del Partito Comunista Cinese. E anche un portavoce di Google avrebbe confermato il blocco in quanto a seguito di un controllo generale, non sono stati rilevati problemi di natura tecnica.
Secondo quanto riporta GreatFire, tutte le richieste inviate dalla Cina a www.google.com e ai suoi sottodomini mail.google.com, google-analytics.com, docs.google.com, drive.google.com, maps.google.com, play.google.com e altri, sarebbero inviati verso l’indirizzo IP 59.24.3.173, localizzato in Corea ma non associato ad alcun sito web. Neanche l’uso di un server DNS esterno alla Cina sembrerebbe funzionare, a causa dell’azione del Grande Firewall.

Google è bloccato in tutta la Cina il che ha sollevato un’ondata di polemiche nel Paese che teme di non poter ricercare informazioni sul web per i vari candidati in lizza. Una vera e propria operazione di censura che impedisce l’informazione in un momento cruciale in cui si dovrà indicare la futura classe politica dirigente del Paese. Molto probabilmente l’azione del governo cinese nasce dalla decisione di Google quando, nel 2010, aveva smesso di censurare i risultati di ricerca e per evitare di infrangere le leggi del Paese aveva spostato i suoi server a Hong Kong, dove non sono in vigore le leggi di censura.
I dati pubblicati sul sito web di Google mostrano che il servizio e’ stato sospeso dal 10 novembre alle 17 orario di Pechino, alle 11 ora italiana, e lo sono tuttora.

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