Boobstragram, foto di seni contro il cancro

Un sito dove caricare immagini di seni coperti da push-up e da magliette scollate. L'intento del sito, però, è lontano da scopi voyeuristici.

di Daniela Caruso 16 Aprile 2012 17:55

Arriva anche una sorta di Instagram per i seni. Si chiama Boobstragram, creato da Julien GLT, fondatore del sito e dal sociologo Lionel Pourtau. Il sito raccoglie immagini di donne che si fotografano il petto coperto, però, da reggiseni di diverso colore e fantasia. Non si tratta di un sito per ‘guardoni’, ma di un portale che mette in mostra scollature di diverso genere con l’obiettivo di puntare l’attenzione verso la delicata tematica del cancro al seno. Gli ideatori dell’iniziativa, infatti, spiegano che, attraverso questa iniziativa, si vogliono abbattere le barriere dei facili moralismi, per dare maggiore importanza a una malattia tanto temuta quanto poco tenuta sotto controllo.

La prevenzione è l’arma principale per tenere a bada questo male e curarlo in tempo: “Mostrare il seno sul Web va bene, ma mostrarlo al proprio medico è meglio“: questo è lo slogan che soggiace al progetto. Come loro stessi spiegano che

Due sono i tipi di prevenzione su cui vogliamo far riflettere. La prevenzione primaria che cerca di far abbandonare i comportamenti a rischio, e la prevenzione secondaria che si basa sugli screening per identificare la malattia nelle fasi in cui i trattamenti possono agire con maggiore efficienza. È su queste due linee che cercheremo di intervenire con questi ‘messaggi illustrati’, che ci auguriamo possano circolare il più ampiamente sui social media.

L’intento di Instagram è un po’ diverso da questo progetto, che poggia su una base principalmente sociale ed educativa. La popolare app di photo sharing e di editing di immagini, infatti, permette ai suoi utenti di condividere con il mondo le proprie immagini più belli, i momenti più importanti in uno scatto al quale possono essere applicati vari filtri. Il tutto, ovviamente, condivisibile sui principali social network del momento, come Facebook e Twitter. Usare i social media in materia di cura e prevenzione non può che essere positivo.

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