Apple obbligata a far pubblicità a Samsung, ecco il perché

La guerra tra le due società di hi-tech non sembra volersi arrestare: chi vincerà questa battaglia all'ultimo colpo di brevetto?

di Daniela Caruso 23 luglio 2012 11:10

Apple dovrà produrre uno spot a favore di Samsung. A deciderlo il giudice inglese Birrs. Un provvedimento che lascia a bocca aperta e che vede l’azienda di Cupertino sottoposta a un provvedimento pro concorrenza. Apple, negli ultimi tempi, aveva definito poco attrattivo il Samsung Galaxy Tab rispetto all’iPad. Il giudice ha imposto a Apple di ritrattare le sue dichiarazioni sulle presunte violazioni di brevetti da parte di Samsung per quel che concerne la realizzazione del tablet. Come ha dichiarato lo stesso giudice, “Apple deve realizzare delle pubblicità in cui dichiara che Samsung non ha copiato i brevetti di Cupertino“. Tale spot dovrà rimanere sul sito ufficiale della Mela per un periodo di sei mesi.

Stesso discorso vale per Motorola: il tribunale di Dusseldorf ha stabilito che Motorola Mobility non ha copiato il mela-tablet per la realizzazione del suo Motorola Xoom. Apple, insomma, è bombardata da tutti i fronti, ma non è l’unica: la legge è uguale per tutti e quindi anche i concorrenti di mercato vanno puniti se affermano o fanno cose che non sono comprese nel range della competitività. Non è stata accolta, infatti, la richiesta di Samsung di proibire a Apple di continuare a far causa alle altre società per violazione di brevetti. Ecco la sanzione alla casa coreana di hi-tech: “Apple ha diritto a sostenere la sua opinione“, questo il verdetto del giudice.

Dal canto suo, Samsung sostiene che brevetti troppo comuni e generici di Apple arrestino lo sviluppo tecnologico nel suo complesso. Tra le due case di produzione di tablet, PC e telefonia la guerra sembra non volersi affatto arrestare. Il giudice Birrs, dunque, ha applicato la legge in modo equo sia per la società di Tim Cook che per l’azienda asiatica, cercando di arginare le rivalità riguardanti il settore dei brevetti violati e non.

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