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WhatsApp, su Android le conversazioni potrebbero essere intercettate

A causa di una falla le conversazioni sulla versione di WhatsApp per Android potrebbero essere intercettate. Pare sia sufficiente conoscere il codice IMEI.

di Martina Oliva 13 settembre 2012 10:21
WhatsApp

Chiunque potrebbe intercettare i messaggi altrui inviati tramite WhatsApp, la celebre app per device mobile che nel corso degli ultimi tempi ha fatto molto parlare di sé sia per le problematiche riscontrate dagli utenti sia per il gran successo ottenuto, o almeno così sembrerebbe stando a quelle che sono le ultime e più interessanti informazioni diffuse in rete nel corso degli ultimi giorni.

È infatti sufficiente conoscere il codice IMEI, il numero di serie dello smartphone sul quale l’app viene utilizzata, ed è quindi possibile intercettare tutti i vari messaggi inviati da un dato utente ad altri utenti.

La vulnerabilità, nel dettaglio, riguarda l’app per Android.

A tal proposito lo sviluppatre web Sam Granger ha dichiarato che “Qualsiasi hacker è in grado di rubare, senza troppa difficoltà, uno o più account WhatsApp, per poi intercettare le conversazioni o inviare messaggi usando il profilo della vittima“.

Tutto ciò è possibile a causa della semplicità del metodo di registrazione che avviene in maniera automatica semplicemente previa immissione del numero di cellulare relativo alla propria SIM che viene impiegato come nome utente e la password generata partendo dal codice Imei dello smartphone.

Ad essere responsabile della falla è l’algoritmo conosciuti come MD5 su cui, appunto, risulta basato il sistema e che è conosciuto, già da diverso tempo a questa parte, per la sua scarsa sicurezza.

Già qualche tempo fa, infatti, un bug del sitema aveva permesso a tutti coloro che fossero collegati alla medesima rete wireless di intercettare i messaggi inviati da altri utenti mediante l’utilizzo di un apposito software reperibile direttamente in rete.

Considerando le informazioni in questione è quindi consigliabile evitare l’accesso a WhatsApp e limitarne l’utilizzo solo e soltanto a casi di effettiva necessità prestando attenzione a ciò che viene scritto nei messaggi.

Ben presto, comunque, il team dell’app dovrebbe provvedere a porre rimedio alla problematica.

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