Un nuovo brevetto di Facebook dopo anni di silenzio

Depositato all' US Patent and Trademark Office un nuovo brevetto di Facebook che riguarda la privacy.

di Ilaria Fedele 26 luglio 2012 13:45

E’ appena stato approvato un brevetto depositato presso il US Patent and Trademark Office, l’ufficio brevetti degli Stati Uniti, da parte di Facebook e più precisamente a nome proprio di Mark Zuckerberg assieme a Chris Kelly.
Il Social Network non aveva notizie del brevetto depositato ormai da almeno 6 anni, ovvero dal 2006, e sembra che con tale “novità” voglia dare ancora dei miglioramenti alla privacy dei propri utenti, che è stata spesso al centro delle discussioni negli ultimi tempi.

Il brevetto depositato si chiama “Dynamically Generating a Privacy Summary“, e riguarda appunto la gestione dei dati personali da parte degli utenti di Facebook, in modo da creare un sommario automatico che contenga tutti i dati necessari alla salvaguardia della privacy online. Per entrare nel particolare il brevetto servirebbe per impostare un nuovo metodo per avere un riepilogo dei dati riguardanti la privacy, creando un profilo dell’utente e facendo ricevere su una pagina dello stesso profilo tutti i dati relativi alla privacy che riguardano l’utente stesso. Il brevetto in questione inizialmente sarebbe stato ancora più generico di quello che già appare allo stato attuale delle cose e sembra che Facebook lo abbia rimaneggiato negli anni in modo da farlo finalmente approvare. Tuttavia sembra che abbia ancora bisogno di qualche precisazione per risultare effettivamente utile ai fini della salvaguardia della privacy.

L’dea è ancora sotto protezione, tuttavia dalle prime notizie trapelate non sembrerebbe apportare significative novità al sistema di Facebook, tanto da chiedersi a che cosa serva realmente un tale brevetto, soprattutto visti gli anni passati dall’effettiva ideazione. Inoltre, nonostante il nuovo brevetto, un ricercatore del Mit, Oliver Yeh, ha dimostrato che la privacy su Facebook non è efficace quanto dovrebbe, ed ha ideato una app, Stalkbook, che identifica i problemi del sistema, mostrando i rischi per la privacy ancora esistenti in Facebook.

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