Ti piace Ruzzle? Ecco quando devi temere la dipendenza

Ruzzle è certamente uno dei videogiochi di maggior successo in questo periodo, ecco i principali sintomi di dipendenza da questo titolo.

di Daniele Perotti 27 gennaio 2013 16:58

Impazza di giorno in giorno sempre più la mania di Ruzzle, il simpatico videogioco per smartphone e tablet che vi porta ad ottenere il maggior punteggio possibile unendo le lettere sparse in una tabella 4 x 4 e già c’è chi parla di dipendenza. Oggi vi mostriamo 10 semplici sintomi che possono iniziare a far nascere i primi sospetti di dipendenza:

  1. Ogni momento è buono per sfidare amici, conoscenti o semplicemente un avversario casuale. Non importa dove o quando o in quale situazione voi vi troviate ogni momento è buono per tirare fuori il vostro smartphone ed iniziare subito una partita a Ruzzle. Appena 6 minuti per una partita è facile trovarli o ricavarli in ogni momento.
  2. Un tempo si parlava di Sindrome da Tetri oggi ha cambiato nome. Oggi si parla di sindrome da Ruzzle e consiste nel vedere parole ovunque e cercare di ricavarne di nuove grazie alle lettere già presenti.
  3. Si inizia sempre con le persone che già si conoscono: amici di Facebook e Twitter ma ora è il momento di nuove esperienze anche noti con il nome di avversari casuali, devi iniziare a preoccuparti quando crei una lista di amici selezionati che non hai mai visto in faccia e che contatti solamente per sfide all’ultima parola.
  4. Gli anagrammi non ti sono mai piaciuti tanto, scopri una parola chiave ed unisci in modo completamente differente tutte le lettere al puro scopo di comporre parole di senso compiuto che ti facciano guadagnare punti. Quando il tuo dito preferito per Ruzzle inizia ad andare da solo e trova parole che mai avresti potuto pensare esistessero, bene è il momento di preoccuparsi.
  5. La ricerca della parole impossibile è certamente uno dei momenti di massima crisi, dopo aver cercato nei primi secondi di comporre tutte le parole possibili che ti vengono in mente è arrivato il momento di inventarne di nuove o meglio ancora di scoprirne. Certo è che prima si passa per tutte quelle preposizioni, sigle, o articoli che si conoscono anche se semplicemente composti da due o tre lettere.
  6. La febbre da gioco è arrivata, non ti basta più un avversario alla volta e ne vuoi sempre di più: due, tre, anche quattro sfidanti tutti insieme. Non vuoi buttare all’aria nemmeno un secondo del tuo tempo nell’attesa dell’avversario.
  7. Il momento peggiore è quando si iniziano a creare nella tua mente singolari e plurali a dir poco inesistenti o ancora peggio inventi parole al femminile che sono solamente al maschile.
  8. Altro momento particolarmente critico che vi porterà certamente a riflettere è quando create di vostra immaginazione diminutivi, vezzeggiativi e accrescitivi. In questo caso preoccupatevi davvero, non siete i nuovi inventori della lingua italiana. Non dovete coniare nuove parole ma solamente identificare le oltre 250 parole presenti nella partita.
  9. Segno particolarmente grave è quando si passa alla volgarità, quando, presi dal panico degli ultimi secondi proviamo tutte quelle parole che mai avremmo usato, le così chiamate “parolacce“. L’importante è vincere, non importa come e con quali mezzi, la cosa importante è segnare il massimo dei punti. Fate attenzione però, non tutte le parole sono presenti nel dizionario.
  10. Ultimo ma non certo epr importanza e gravità è il non darsi mai per vinto. Perdi la prima e chiedi la rivincita, perdi la seconda e chiedi la rivincita e così via. L’onore prima di tutto.

Se rispondi alla maggior parte di questi punti allora è il caso di “preoccuparsi” sei diventato Ruzzle-dipendente e come si sa, le dipendenze non fanno mai bene. Fate attenzione quindi a non esagerare nella ricerca delle parole.

 

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