Sicurezza informatica, per metà delle Pmi italiane i soldi non bastano

Ad ogni modo, appare altresì evidente come la carenza finanziaria – per quanto in grado di rappresentare un malus non certamente marginal

di Redazione 15 Settembre 2021 7:50

Secondo quanto emerge dal report condotto da Kaspersky e denominato “How small business got through 2020-2021: Budget cuts, product launches and new investment priorities”, la metà delle piccole imprese italiane ha difficoltà a finanziare miglioramenti nella sicurezza informatica, nonostante si renda conto delle crescenti minacce che arrivano su tal fronte. Il 45% delle imprese italiane sta inoltre andando incontro a criticità finanziarie che ritiene che diventeranno probabilmente a lungo termine, rendendo le scelte dei manager su dove e come investire i propri ricavi ancora più decisive.

A ciò si aggiunga come il 38% delle imprese intervistate abbia affermato di aver dovuto ridurre le proprie spese per sopravvivere, e che comunque una buona parte non ha disdegnato di cavalcare le nuove sfide: il 29% ha lanciato nuovi prodotti, il 21% è entrato in nuovi settori. Per quanto attiene le principali aree in cui gli imprenditori stanno concentrando i maggiori investimenti, prevalgono la promozione, lo staffing e la tecnologia.

Ad ogni modo, appare altresì evidente come la carenza finanziaria – per quanto in grado di rappresentare un malus non certamente marginale – non possa essere assunto come alibi per non compiere degli avanzamenti decisivi verso una migliore sostenibilità del proprio business in un contesto di inasprimento delle minacce informatiche.

Un punto di partenza fondamentale in tal senso è certamente quello della condivisione delle conoscenze, in maniera tale che tutte le persone che intervengono in azienda, a qualsiasi livello, possano comprendere come proteggere i dati più importanti attraverso pochi e semplici accorgimento quotidiani che possono ridurre significativamente i pericoli. Naturalmente, molto può fare inoltre il management aziendale, organizzando un’efficace comunicazione interna ed esterna, e adottando quelle raccomandazioni – spesso a costo zero – che possono rendere molto più solida la resilienza dell’azienda dinanzi a potenziali minacce.

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