Non vedenti potrebbero riacquisire la vista grazie al fotovoltaico

Occhi che possono vedere grazie a occhiali con telecamere e alla tecnica fotovoltaica.

di Ilaria Fedele 14 maggio 2012 21:47
fotovoltaico aiuta ipovedenti

Nuove speranze per gli ipovedenti a causa dei problemi della retina. É stato messo a punto uno strumento formato da migliaia di pixel che potrebbe venir imppiantato sulla retina degli ipovedenti con una maggior facilità rispetto a quelli attualmente in sperimentazione.
Infatti il dispositivo misura solo 2 cm anche se è dotato di migliaia di pixel simili a quelli che si trovano sui pannelli fotovoltaici.

Il piccolo dispositivo da impiantare sulla retina danneggiata o ammalata funziona con gli stessi procedimanti dei pannelli fotovoltaici, solo che sono molto piccoli, miniaturizzati e quindi i pixel sono di gran lunga in numero superiore. Il micro impianto fotovoltaico introdotto nell’occhio riceve le immagini che vengono trasmesse utilizzando un fascio di luce infrarossa a bassissima intensità da una telecamera posta su appositi occhiali. L’impianto impiantato nell’occhio trasforma la luce in elettricità e stimola i neuroni che inviano gli impulsi al cervello che li ritrasforma in immagini. E così si ottiene una visione dell’oggetto più definita di quella fino ad ora ottenuta con gli altri esperimenti in cui i dispositivi avevano un numero limitato di pixel e che non potevano venir stimolati singolarmente, ma solo a gruppi. Migliora quindi la risoluzione visiva e si ottiene una miglior percezione dei colori. Il maggior numerro di pixel che si trova su tali piccolissimi pannelli è molto elevato grazie anche alla loro minima dimensione, circa 70 micrometri, il che promette, con l’evolversi della tecnologia, di aumentare il numero dei fotoreccettori per ottenere immagini con una risoluzione nettamente superiore rispetto alle protesi attuali.

La ricerca è stata effettuata da un’équipe dell’Università di Stanford, in California, coordinata da James Loudin. La novità è data dal fatto che i pixel sono abbastanza sensibili per rispondere a un singolo fotone di luce infrarossa: per questo motivo possono essere attivati individualmente, in modo analogo a quanto avviene nei fotorecettori biologici. Una speranza in più per tanti ipovedenti.

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