La retina artificiale, tutta italiana

Non serviranno telecamere o microbatterie.

di Ilaria Fedele 19 marzo 2013 10:35

Una retina artificiale, biocompatibile e italiana porterà una nuova speranza ai molti ciechi che diventano tali a causa di malattie degenerative della retina.

Un uomo cieco perché la sua retina è danneggiate potrà riacquistare la vista con una retina artificiale creata dall’Istituto italiano di tecnologia alla guida di Fabio Benfenati e Guglielmo Lanzani che si basa sul funzionamento delle celle solari organiche ovvero un con un materiale fotovoltaico che funziona come una retina. La ricerca spalanca le porta alla costruzione di retine artificiali che possono ridare la vista ai malati di patologie degenerative che colpiscono l’occhio umano. Le malattie che potranno essere risolte o migliorate con la nuova tecnologia sono la retinite pigmentosa e la degenerazione maculare. La degenerazione maculare fa vedere le immagini distorte cui segue una riduzione progressiva della visione centrale. La retinite pigmentosa provoca una riduzione della vista di notte fino alla cecità notturna.

I ricercatori, per ora, hanno impiantato su una retina danneggiata di ratto un materiale sensibile alla luce, un polimero organico che è un semiconduttore fotovoltaico. L’ impianto retinico si adatta alla curvatura dell’ occhio grazie alla sua flessibilità e non ha bisogno di una sorgente elettrica esterna per funzionare perché è un materiale sensibile alla luce e inviando degli stimoli luminosi sulla superficie i neuroni della retina si attivano come se non fossero danneggiati. In poche parole il polimero restituisce la sensibilità alla luce che i neuroni non avevano più.

Gli studi proseguono per procedere verso la realizzazione di una protesi retinica organica per l’uomo. Il materiale manda segnali elettrici al nervo ottico come quelli inviati da una retina normale. I materiali con cui è stata realizzata la retina artificiale sono organici e biocompatibili. Si tratta del P3HTe ha una struttura a base di carbonio. Il suo funzionamento è simile a quello di una cella solare.
Tali protesi visive saranno utilizzate dalle persone con retine diventate poco sensibili alla e che hanno gravi problemi alla vista o addirittura sono diventati ciechi.
Per ora le retine artificiali non sono non ancora perfezionate al punto di essere efficienti su tutte le condizioni di luce naturale,ma la tecnologia potrà essere migliorata e ottimizzata, secondo i ricercatori che si manifestano molto fiduciosi. Non avrà bisogno di microtelecamere per acquisire le immagini e non servono batterie per alimentarle, sono autonome e non producono calore. Secondo i ricercatori si potranno avere i primi impianti pilota sull’uomo tra quattro o cinque anni.

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