Guerra informatica, Israele si difende dagli attacchi online

Il programma nazionale"Magsimim Le'umit” addestrerà studenti tra i 16 e i 18 anni per respingere gli attacchi online.

di Ilaria Fedele 5 gennaio 2013 12:20

In Israele sono frequenti gli attacchi informatici che arrivano via web e tesi a destabilizzare la rete e il Paese che è uno dei più progrediti nel settore informatico al mondo. Ora viene lanciato un programma nazionale che si chiama “Magsimim Le’umit” con lo scopo di addestrare giovani studenti per difendersi dagli attacchi on line e per respingere i pericoli che da essi derivano. Infatti i sistemi informatici del Paese si trovano ad affrontare continui attacchi che sono destinate ad aumentare nell’era digitale.

Il programma è stato presentato dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che ha dato rilievo alle finalità del “Magsimim Le’umit” . Esso prevede una seria formazione per i giovani dai 16 ai 18 anni della durata di tre anni.

Anche grazie a questo programma formativo Israele potrebbe realizzare la cosiddetta cupola digitale di ferro per la difesa del Paese dagli attacchi informatici lanciati da Iran e altri nemici. Difatti solo lo scorso novembre molti siti web israeliani hanno subito gravi attacchi perpetrati anche da Anonimo Acktivist e da hacker pakistani.

Gli allievi, giovanissimi e capaci, “saranno i futuri intercettatori israeliani” e Benjamin Netanyahu stesso ha affermato che il programma rivolto ai giovani ha come scopo anche quello di mantenere la posizione di Israele nel campo della cibernetica dove, per l’appunto, Israele è uno dei leader mondiali in questo settore importantissimo. Il programma è un esempio di come il paese stia avanzando nel campo dell’informatico per lo sviluppo non solo nel campo hardware, ma anche e soprattutto per la preparazione di un capitale umano di alta qualità.

Il nuovo programma è sostenuto dalla National Cyber Israele Bureau (INCB) e le Forze di Difesa Israeliane (IDF). La notizia dell’apertura del nuovo corso triennale rivolto ai ragazzi è apparsa sul Jerusalem Post all’inizio di gennaio 2013 a seguito della presentazione del Primo Ministro.

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