Apple, scandalo per lo sfruttamento dei bambini

Apple punta a migliorare la situazione dei lavoratori nelle aziende dove vengono assemblati i suoi dispositivi.

di Daniele Perotti 30 gennaio 2013 10:30

Apple è tornata a far parlare di se in queste ultime ore per lo spiacevole fatto che nelle aziende dove vengono assemblati i famosi dispositivi caratterizzati dal marchio della mela morsicata ci sarebbero un numero spropositato di bambini lavoratori.

La notizia arriva direttamente dalla Cina e racconta una situazione di sempre maggiore sfruttamento all’interno delle fabbriche cinesi di bambini e minorenni che vengono utilizzati per assemblare i dispositivi Apple. Nel 2012 l’azienda guidata da Timothy D. Cook ha scovato ben 106 casi di operai bambini con meno di 16 anni, ma ciò che sconvolge maggiormente è che di undici stabilimenti che fanno parte della rete Apple di produzione in uno solo ne sono stati contati la bellezza di 74 casi.

Va certamente detto che l’azienda di Cupertino, scoperto lo sfruttamento, ha immediatamente denunciato l’accaduto e ha provveduto ad annullare ogni tipologia di rapporto con l’azienda oltre ovviamente a denunciare l’accaduto e a prendere le dovute misure al fine di far togliere la licenza all’impianto di produzione. Sembra quindi che Apple sia pronta a tutto per far valutare positivamente la sua situazione anche andando a controllare personalmente, con una squadra appositamente creata, la situazione all’interno degli impianti di produzione.

Come è facile immaginare, dopo essere stata per anni al centro di critiche per la situazione lavorativa all’interno degli stabilimenti di assemblaggio, ora l’azienda di Cupertino ha come principale obiettivo la riduzione, e l’eliminazione del lavoro minorile e, come scrive anche ne suo rapporto Apple non tollera il lavoro minorile e stanno lavorando per sradicarlo dalla loro azienda. L’impegno di Apple non finisce qui, infatti il colosso di Cupertino ha anche puntato molto sulla tutela del lavoratore, i primi risultati hanno dimostrato che nel 92% delle settimane di lavoro il personale ha rispettato gli orari previsti di 60 ore settimanali. Ovviamente c’è ancora molta strada da fare al fine di riuscire a tutelare nel migliore dei modi tutti i lavoratori, tuttavia si tratta certamente di un buon inizio.

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