Anonymous torna all’attacco

Anonymous, dopo l'attacco alla FIMI punta il dito contro USTelecom e TechAmerica. Il prossimo attacco sarà verso Inghilterra e Cina

di Daniele Perotti 10 aprile 2012 16:58
Anonymous torna all'attacco

Il famoso gruppo di hacker attivisti Anonymous torna a far parlare di se dopo l’attacco avvenuto ai danni della FIMI nel giorno di Pasqua che ha visto la pubblicazione online del database.

Stavolta è la sezione statunitense che punta il dito contro i colossi delle telecomunicazioni degli Stati Uniti d’America. A cadere sotto attacco sono state stavolta due associazioni di categoria molto importanti del panorama statunitense, stiamo parlando di USTelecom e TechAmerica. Le due associazioni hanno il compito di rappresentare e difendere i grandi della comunicazione e della tecnologia tra cui Apple, IBM ma anche AT&T e Verizon. Come suo solito Anonymous ha scelto di applicare la strategia del Tango Down utilizzando il metodo DDoS per mandare off-line i portali web delle due associazioni.

Si tratta dell’ennesimo attacco da parte di Anonymous ai grandi colossi statunitensi al fine di protestare contro la famosa proposta di legge annunciata dal senatore Joe Lieberman chiamata Cyber Security Act. L’attacco non ha portato grandi danni ma solo la messa off-line dei due portali per svariate ore.

A dar manforte al gruppo di hacktivisti sono stati gli stessi colossi della tecnologia che hanno posto qualche interrogativo sulla reale natura di questa nuova proposta e sul timore che si tratti di un modo per tener sotto controllo la rete internet da parte del governo.

Secondo le voci che circolano in rete il collettivo di attivisti hacker si sta preparando ad un ulteriore attacco ai danni del governo cinese e di alcune importanti e strategiche società sempre del sol levante mentre per quanto riguarda l’Europa, Anonymous sembra si stia preparando ad attaccare duramente il governo inglese per aver autorizzato l’estradizione di Richard O ‘Dwyer il giovane fondatore del portale TVShack e del famoso hacker Gary McKinnon.

Non rimane quindi che attendere per scoprire fino a dove si spingerà il gruppo di hacker attivisti anonimi.

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