Anonymous attacca il sito del Vaticano

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Anonymous torna a colpire. Dopo i recenti attacchi governativi contro i siti governativi italiani e l’appoggio al movimento No Tav, che si oppone alla costruzione della linea ad alta velocità Torino-Lione, i famosi pirati del web tornano a colpire e stavolta lo fanno contro il Vaticano, andando a colpire il suo sito ufficiale www.vatican.va. Si tratta di una vendetta, dopo che l’attacco al sito dello scorso mese di agosto era andato male. Come per ogni attacco, anche stavolta non mancano le descrizioni delle ragioni per cui il gruppo di mediattivisti ha stavolta perpetrato il suo attacco verso la Chiesa.

Nessun episodio singolo, ma la condanna è verso la Chiesa nella sua interezza, come potete leggere sul blog ufficiale di Anonymous. Critiche che dunque si mantengono sul generale e che denunciano “i precetti assurdi e anacronistici”, condannando la censura esercitata dalla stessa Chiesa con il rogo di “testi di immenso pregio storico e letterario”. Secondo Anonymous anche la vocazione pastorale ha lo scopo di “ridurre in schiavitù intere popolazioni” con la diffusione del Cristianesimo nel mondo.

Un altro comunicato è rivolto più genericalmente al Clero e chiede la fine delle “discriminazioni religiose, sessuali o politiche” (sul modello dell’art 3 della nostra Costituzione) e denuncia che la negazione della “terapia genica ai fini curativi e la sperimentazione sulle staminali” abbia rallentato lo sviluppo e il progresso della medicina.

Siete retrogadi, uno degli ultimi baluardi di un epoca forunatamente passata, e destinata anon ripetersi. Ci auguriamo vivamente che i Patti Lateranensi vengano infine in un futuro prossimo rivisti e che veniate relegati a ciò che siete…una reliquia dei tempi che furono. Questo attacco NON è inteso verso la religione cristiana o contro i fedeli in tutto il mondo, bensì verso la corrotta Chiesa Romana Apostolica e tutte le sue emanazioni” ci tiene a precisare Anonymous che chiede anche al Vaticano delle formali scuse per la morte di Giordano Bruno.

 

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