Anche Facebook sposerà il protocollo Spdy

Facebook punta sul nuovo protocollo Spdy per portare l'esperienza utente ad uno step di maggiore sicurezza e velocità.

di Daniele Perotti 17 luglio 2012 21:16
Facebook

L’Hyper Text Transfer Protocol, anche noto con l’acronimo http, sta per andare in pensione per lasciare strada libera al nuovo protocollo Spdy. Per chi non lo conoscesse l’http è il protocollo di trasmissione di un ipertesto, utilizzato per le pagine web, funzionando come su un meccanismo richiesta/risposta (client/server), in poche parole il client fa una richiesta e il server restituisce la risposta.

L’idea di cambiare protocollo di connessione, o meglio di aggiornarlo, è venuta a Google che ha pensato bene di aggiornare il protocollo puntando ad integrarlo con Spdy che, a differenza del suo predecessore, punta sulla velocità consentendo al browser una lettura più rapida e sicura.

Tuttavia la vera notizia di oggi è un’altra, sembra infatti che anche Facebook sia interessata a questo nuovo protocollo e a confermare l’indiscrezione è proprio Doug Beaver, in cui in un post ha spiegato l’intenzione e l’interesse di Facebook ad integrare questa nuova evoluzione del protocollo. La scelta di Facebook arriva anche a seguito della stessa decisione presa nel mese di Marzo da Twitter, il suo acerrimo rivale nel mondo dei social network.

E’ stato lo stesso Beaver a spiegare come l’adozione di questo nuovo protocollo possa portare agli utenti, ma anche allo stesso Facebook, notevoli vantaggi sia nel campo della velocità sia nel campo della sicurezza dati. Ma diano un’occhiata più da vicino sia alla sicurezza sia alla velocità che garantisce il protocollo Spdy. Per quanto riguarda la velocità Spdy punta su un sistema di compressione degli elementi HTML che costituiscono la pagina, inoltre assegna diversi gradi di priorità alle risorse delle pagine online. Per quanto riguarda il fattore sicurezza, in poche parole viene assegnato un protocollo Secure Sockets Layer (SSL) che viene generalmente utilizzato per le transazioni bancarie o su quei portali dove vengono generalmente trasmesse informazioni che devono rimanere riservate ed è possibile riconoscerlo dalla “s” posta dopo al classico “http”.

L’introduzione di Spdy è avvenuta, come potete facilmente immaginare, con il browser di Google: Chrome seguito a pochi passi di distanza da Firefox di Mozilla. L’adozione da parte di siti, portali e social network di rilevante importanza porterà ben presto Spdy a diventare un vero e proprio standard proprio come in passato è stato per l’http classico.

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