Dopo mesi di indiscrezioni, con un sospetto che era sempre più realtà, ecco che è arrivata la conferma ufficiale sul futuro di OnePlus.
Nonostante qualche buon risultato, ecco che OnePlus si appresta a ritirarsi dai mercati europeo e statunitense.

Da tempo OnePlus non era più considerato un brand di spicco
Secondo fonti accreditate, la casa madre Oppo annuncerà a breve una ristrutturazione strategica che sancirà il definitivo addio del brand all’Occidente. Come accennato in precedenza non è di certo una notizia sconvolgente, era insomma già da tempo nell’aria questa possibilità di non rivedere più prodotti OnePlus in Europa e negli USA.
Infatti fin dall’inizio del 2026 si rincorrevano voci di un disimpegno, confermate dal progressivo reindirizzamento dei siti OnePlus verso i canali di Oppo, dalle dimissioni o dal trasferimento del personale interno e dal mancato rifornimento dei negozi online, ormai quasi privi di scorte.
Cosa accade ai possessori europei e americani di device OnePlus?
Per i possessori di dispositivi OnePlus, la rassicurazione principale riguarda l’assistenza: il supporto tecnico e il rilascio degli aggiornamenti software proseguiranno regolarmente fino al termine del ciclo di vita naturale di ciascun prodotto. Tuttavia, non verranno più distribuiti nuovi modelli in Europa e negli Stati Uniti; i telefoni e i tablet ancora disponibili nei canali di vendita saranno venduti fino a esaurimento scorte.
Più incerto è il destino del marchio in Asia. In India e Cina, OnePlus potrebbe sopravvivere non più come brand autonomo, bensì come linea economica interna a Oppo, focalizzata su dispositivi a basso costo. Nel frattempo, in Europa, sarà la stessa Oppo a riempire il vuoto lasciato dal marchio controllato, forte anche della recente risoluzione delle dispute legali che ne avevano bloccato le vendite in alcuni Paesi. Questa transizione comporterà anche una convergenza software, con la progressiva fusione delle interfacce OxygenOS e Realme UI nella ColorOS di Oppo.
La parabola di OnePlus si chiude così in modo emblematico. Fondata nel 2013 con l’ambizioso posizionamento di “flagship killer”, l’azienda aveva conquistato una vastissima community grazie a dispositivi dalle prestazioni eccellenti, prezzi competitivi e un software Android pulito e reattivo. Negli anni, tuttavia, l’indipendenza societaria si è progressivamente ridotta, fino alla commercializzazione di prodotti che erano semplici rebranding di modelli Oppo. A ciò si sono aggiunte frizioni con i consumatori occidentali, delusi da politiche di garanzia poco trasparenti.
Ciò che rimane è il ricordo di un progetto innovativo che ha ridefinito il mercato degli smartphone, ma che è stato svuotato della sua identità originaria ben prima del suo addio ufficiale.