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Brittany Wenger, la 17enne che crea l’app contro il cancro al seno

La giovane ha inventato un'applicazione in grado di diagnosticare l'eventuale presenza del cancro al seno, vincendo anche la Google Science Fair.

di Daniela Caruso 27 luglio 2012 16:49
Brittany Wenger

Avete mai costruito un programma per computer per diagnosticare il cancro al seno? Questi ragazzi lo hanno fatto. I cinque vincitori adolescenti della seconda edizione del Google Science Fair sono stati annunciati lunedì. Questi cervellotici ragazzi sono stati scelti tra 30 finalisti provenienti da tutto il mondo e sono stati invitati a una serata di gala tenutasi vicino la sede di Palo Alto in California. Ma i vincitori, naturalmente, sono stati premiati con un ghiotto bottino: una borsa di studio universitaria da parte di Google ammontante a $ 25.000 o $ 50.000, viaggi in luoghi scientifici come il CERN e il Fermilab, nonché trofei fatti di mattoncini Lego.

Cosa hanno fatto questi cervelloni per vincere l’ammirazione di una delle migliori aziende tecnologiche del mondo? La vincitrice del Premio della fiera della scienza, per una buona ragione, è stata la 17enne di Lakewood Ranch, Florida. Combinando i campi della biologia e della scienza del computer, Brittany Wenger ha creato un’applicazione che aiuta i medici a diagnosticare il cancro al seno. Il tipo di programma per computer, chiamato “rete neurale“, è stato progettato dalla Wenger per imitare il cervello umano: dategli una massiccia quantità di informazioni (in questo caso, 7,6 milioni di processi), e l’artificiale “cervello” imparerà a rilevare schemi complessi ed effettuare chiamate diagnostiche sul cancro al seno.

Il suo programma utilizza i dati dal “fine needle aspirates,” una procedura minimamente invasiva consistente in un ago aspirante che, purtroppo, è spesso uno dei processi di diagnosi meno precisi, secondo Fox News. Con il suo programma identifica correttamente il 99% dei tumori maligni. “Penso che potrebbe essere pronta per essere utilizzata in ospedale“, ha detto la ragazza . “Mi piacerebbe avere dati diversi da quelli medici. In questo momento, ho 700 campioni di prova”. Un giovane talento che può dare, dunque, un apporto consistente al campo della medicina oncologica e migliorare la diagnosi di questa terribile malattia.

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