Spotify sta compiendo un passo decisivo per trasformare la sua piattaforma di streaming in un vero e proprio ecosistema social.
Con l’introduzione di Listening Activity e Request to Jam all’interno della sezione Messages, l’azienda mira a cambiare radicalmente il modo in cui gli utenti scoprono e condividono la musica, eliminando la necessità di affidarsi ad app di messaggistica esterne.

Cosa cambia per l’utente?
La novità più rilevante è la possibilità di monitorare in tempo reale i gusti musicali dei propri contatti. Attivando l’opzione Listening Activity nelle impostazioni di Privacy, l’attività di ascolto degli amici apparirà direttamente nella parte superiore delle chat. Questa funzione non è solo informativa, ma interattiva: con un semplice tocco, l’utente può riprodurre istantaneamente lo stesso brano, salvarlo nella libreria, aprire il menu delle opzioni o reagire con un’emoji. È un sistema che riprende le dinamiche dei social network moderni, calandole però in un contesto puramente musicale.
Parallelamente, Spotify ha facilitato l’accesso alle Jam, le sessioni di ascolto collaborativo. Grazie alla nuova icona Request to Jam, gli utenti Premium possono invitare un amico a una sessione condivisa direttamente dalla chat. Una volta accettato l’invito, entrambi i partecipanti possono aggiungere brani alla coda e ascoltare musica in perfetta sincronia. Anche gli utenti con profilo Free possono unirsi a queste sessioni, purché l’invito provenga da un abbonato Premium.
Un modo di ascoltare musica insieme, nei momenti di maggior relax e scambiarsi qualche opinione a riguardo, evitando quindi ogni volta di dover aprire un’altra app di messaggistica per comunicare. Un’idea sicuramente intuitiva ed interessante per chi utilizza spesso Spotify.
Privacy, sicurezza e disponibilità
Queste funzioni, introdotte gradualmente su iOS e Android, saranno disponibili su scala globale entro l’inizio di febbraio 2026. Per motivi di sicurezza e tutela dei minori, l’accesso a queste funzionalità social è riservato esclusivamente agli utenti dai 16 anni in su.
L’obiettivo di Spotify, iniziato con il lancio dei messaggi diretti nell’agosto 2025, è quello di limitare l’uso di link esterni e trattenere l’utente all’interno dell’app. Tuttavia, per evitare abusi, il sistema rimane controllato: è possibile interagire solo con persone con cui si è già avuta una connessione precedente (come playlist condivise o Blend). Sul fronte della sicurezza, l’azienda garantisce che i messaggi siano cifrati sia durante la trasmissione che nell’archiviazione, garantendo uno standard elevato di protezione dei dati.
La privacy e la sicurezza sono quindi sempre alla base di Spotify e continueranno ad esserlo anche con le novità introdotte a partire dal prossimo mese.