Virus su Mac, l’indagine di Sophos

Secondo una recente indagine di Sophos un Mac su cinque non è sicuro, sopratutto quelli con partizioni dedicate a Windows o applicazioni di virtualizzazione

di Martina 26 aprile 2012 9:45
Flashback truffa Google

La diffusione su Mac, tanto rapida quanto capillare, del trojan Flashback ha, con molta probabilità, sancito l’inizio dell’era degli attacchi malware contro OS X.

Nonostante le soluzioni proposte da Apple stessa e gli appositi tool di rimozione diffusi da società terze il numero di computer infetti sarebbe ancora abbastanza alto motivo questo per il quale Sophos, la ben nota società specializzata nelle soluzioni per la sicurezza dei sistemi informatici, ha voluto condurre un’indagine relativamente agli attacchi generici che colpiscono i Mac.

Dall’indagine ciò che ne emerge è che sarebbero addirittura 1 su 5 i Mac il cui tanto decantato stato di sicurezza non potrebbe più essere considerato come tale.

La ricerca condotta da Sophos, nello specifico, fa riferimento al numero di download degli antivirus, una cifra questa che, tra l’altro, risulta aumentata vertiginosamente in concomitanza dell’attacco Flashback.

Prendendo in esame tale dato è stato poi possibile comprendere come moltissimi utenti Mac fossero completamente ignari di essere affetti da un malware di qualsiasi tipo al punto che la proporzione sui computer Apple di tutto il mondo è di un’infezione ogni 36 macchine, ovvero un tasso di 1 a 5 se vengono presi in esame anche i sistemi non infetti su cui è però presente almeno un software malevolo pensato per altre piattaforme.

Sophos ha inoltre provveduto a stilare l’elenco di quelle che sono le infezioni più comuni su Mac ove oltre al già tanto chiacchierato Flashback vi sono anche quella da OSX/FakeAV (17.8%), da OSX/RSPlug (5.5%), da OSX/Jahlav (1.2%) e da varie altre minacce (0.4%).

Nella maggior parte dei casi le infezioni su Mac avvengono mediante il metodo di contagio denominato drive-by, ovvero durante l’installazione di software considerato affidabile, in cui l’utente ha immesso ingenuamente la propria password.

Ma la notizia che più ha attirato l’attenzione è quella che, a quanto pare, i computer Apple potrebbero addirittura andarsi a configurare come mezzo di diffusione delle infezioni per Windows, di malware innocui per OS X ma che vanno a sfruttare proprio quest’ultimo per propagarsi in rete.

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