Il 4% dei bambini iscritti su Facebook è sotto i sei anni

I più piccoli si iscrivono al social network per divertimento e per tenersi in contatto con i propri amici. Sono, però, tutelati dai pericoli della Rete?

di Daniela Caruso 12 aprile 2012 17:42

I bambini stanno imparando a usare il computer in età sempre più giovane e in molti mentono sulla loro loro età per iscriversi ed accedere a Facebook. Il sito ha come requisito minimo 13 anni di età, ma il 4% dei bambini che utilizzano il sito ha un’età inferiore o pari a sei anni. Questa è la statistica più sorprendente dell’infografica compilata da Minor Monitor, una società che opera sul mercato del monitoraggio delle attività online dei bambini. Secondo l’azienda, la metà dei genitori a malapena utilizza la tecnologia per controllare i propri bambini, nonostante le preoccupazioni sempre più ricorrenti per gli adescamenti dei pedofili in rete e il bullismo.

Ecco l’infografica dei dati rilevati da Minor Monitor:

Il Web, infatti, è uno strumento utile non solo per il lavoro, ma anche per procacciare contatti amicali, che vadano al di là dell’ambiente lavorativo nel quale siamo immersi. C’è da notare, però, che ci sono tanti malintenzionati che sfruttano quotidianamente il potenziale di internet per approfittarsi dell’ingenuità e della buona fede dei più piccoli, che di certo non riescono ad immaginare nemmeno minimamente i cattivi pensieri che scaturiscono ai pedofili nel momento in cui decidono di contattarli, ponendosi come persone gentili, socievoli e amichevoli.

Mentre molti dei ragazzi dai 13 anni utilizzano Facebook per essere in contatto con i propri amici, conoscenze e familiari, ci sono alcuni anche più piccoli che non riescono a difendersi dai pericoli del Web, anche se l’attività di controllo, se non svolta propriamente da mamma e papà, è attuata dai fratelli maggiori che hanno un occhio vigile e più esperto sui social network, in generale. I genitori potrebbero usare strumenti di terze parti per monitorare ciò che i loro figli fanno on-line: sarebbe, forse, anche il caso di creare maggiori garanzie dal punto di vista legislativo per tutelare i minori in Rete?

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