Fatturazione elettronica nel 2017: come rimanere al passo

Fatturazione elettronica nel 2017 al centro di importanti valutazioni per affrontarla al meglio arrivati ai giorni nostri. Alcuni utili consigli per tutti

di Maria Di Bianco 16 luglio 2017 11:10

Imprese e professionisti ne sono a conoscenza: la fatturazione elettronica sta prepotentemente sostituendo la fatturazione tradizionale. Se una volta c’erano fogli svolazzanti, insomma, di qui a poco finiremo col maneggiare fatture in formato elettronico. Perché è verso questa direzione che il mercato sta andando, ed è sempre verso questa direzione che lo stesso governo si sta muovendo mediante degli interventi ad hoc.

Affidarsi a una persona specializzata nella fatturazione elettronica, quale è ad esempio Nicola Savino, significa quindi effettuare questo tipo di passaggio nella maniera meno traumatica possibile: appoggiarsi a un esperto significa azzerare tutti i problemi legati alla digitalizzazione del settore, che come noto possono rivelarsi anche piuttosto fastidiosi per molti di noi, specie per quelli che con il computer, internet e la posta elettronica non hanno mai avuto una grande dimestichezza. Un consulente come Nicola Savino può quindi essere utile non tanto per la sola fatturazione elettronica, quanto anche per non farsi trovare impreparati dinanzi a tutto il discorso legato alla digitalizzazione dei processi aziendali, dalle fatture elettroniche, per l’appunto, fino alle firme digitali, passando per la gestione elettronica documentale a 360 gradi.

Fatturazione elettronica (e non solo): il ruolo del consulente

Ancora oggi, quando si parla di conservazione sostitutiva, conservazione digitale e fatturazione elettronica, molti imprenditori e professionisti sgranano gli occhi (nel senso letterale del termine!). D’altronde l’Italia è sempre stato un Paese piuttosto lento nel processo di digitalizzazione, per cui questo tipo di reazioni sono scontate. Anzi, sono quasi fisiologiche per un Paese come il nostro. Tutte le statistiche prodotte da istituti di ricerca e osservatori vari ci dicono che l’imprenditoria italiana non mastica il digitale così come lo masticano invece oltre confine, per cui la figura di un esperto in queste tematiche si rivela di fondamentale importanza in un contesto tanto particolare quale è quello italiano.

Che piaccia o meno, che si sia d’accordo oppure no, infatti, dalla digitalizzazione non si può proprio fuggire: già nel corso degli ultimi anni abbiamo assistito ad una sensibile trasformazione del settore, e anche gli interventi che si preannunciano di qui ai prossimi mesi sembrano proprio diretti a digitalizzare tutto il digitalizzabile: fatture, documenti e processi passeranno su scala hi-tech, e chi non risulterà in grado di uniformarsi a quest’onda non solo verrà estromesso dal mercato, ma finirà con l’avere anche dei problemi con la legge visto e considerato che alcuni aspetti della digitalizzazione delle imprese non sono neanche più facoltativi (come dicevamo poc’anzi, infatti, sono gli stessi governi che si stanno susseguendo ad aver messo in campo delle misure di digitalizzazione “forzata”, come per esempio il passaggio alla posta elettronica certificata o il passaggio alla fatturazione elettronica).

Ovviamente la figura di un esperto della conservazione sostitutiva e digitale non è utile solo per gestire questo passaggio, ma anche per occuparsi nel tempo di gestire l’ambito documentale: una figura dedita a questo tipo di lavoro, quindi, si occupa anche di modelli organizzativi, reingegnerizzazione, piani di sicurezza, monitoraggio e feedback, di tipologie e funzioni aziendali e di compliance digitale.

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