Anonymous, arrestati 25 membri dall’Interpol

Secondo una nota ufficiale diffusa dall'Interpol, 25 hacker appartenenti al noto gruppo di Anonymous sono stati arrestati per l'operazione "Unmask".

di Massimiliano Dramis 29 febbraio 2012 20:24

Continua la guerra agli hacker di Anonymous. Secondo fonti dell’Interpol sono stati arrestati 25 hacker sospettati di far parte dell’ormai famosissimo collettivo, tra l’Europa e l’ America Latina. Per la precisione i presunti membri del movimento si trovavano in Spagna, Argentina, Cile e Colombia.

L’operazione è stata denominata “Unmask”, ed è scattata poco dopo lo “scandalo Stratfor”. La nota ufficiale dell’Interpol però, farebbe riferimento ad altre violazioni addebitate ai componenti del movimento,  e cioè alcuni attacchi ai danni di istituzioni ed aziende sudamericane, tra cui quello al Ministero della Difesa colombiano, la filiale cilena del gruppo energetico Endesa e la Biblioteca nazionale del Cile.

Inoltre, la retata ai danni di Anonymous è un duro colpo per il collettivo, poiché tra gli arrestati dovrebbero esserci anche i presunti capi degli attacchi in Spagna e America Latina.  Le autorità internazionali però hanno reso noto solo i nomi in codice dei due: Thunder e Pacotron.

Sempre secondo la nota ufficiale diffusa, gli arrestati avrebbero un’età compresa tra i 17 e i 40 anni, tutti residenti in Europa e America del Sud. Inoltre sempre per la stessa operazione, riferisce ancora l’Interpol, sono stati sequestrati anche 250 dispositivi, tra computer, telefoni cellulari e altri strumenti IT. Ma sono state sequestrate anche ingenti somme di denaro, carte di credito, alcuni conto correnti, e bloccati due server utilizzati sempre dal gruppo.

Per quanto riguarda invece le possibili pene previste per gli arrestati, i capi d’imputazione prevedono da un minimo di 541 giorni a un massimo di 5 anni di prigione. Il gruppo di Anonymous, ha comunque tentato una consolatoria reazione-vendetta subito dopo che si è diffusa la notizia degli arresti. Difatti per un discreto arco di tempo  il sito dell’Interpol è risultato non raggiungibile, mentre su Twitter, uno degli account riferibili al movimento ha così manifestato il dissenso verso l’operazione: “#Anonymous non è un’organizzazione criminale”. 

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